Auguri di Buone Feste

Auguri di Buone Feste

mercoledì 13 dicembre 2017

IL MIRACOLO DI SANTA LUCIA



LU MIRACULU RI SANTA LUCIA             
                                                                                             
Mi rissi me nanna, quann'era nica:                                       
"Ora ti cuntu 'na storia antica".                                            
'Ncapu li ammi mi fici assittarri
e araciu araciu si misi a cuntari:                         
                                                                           
"Ci fu 'na vota, a Siracusa                                 
'na caristìa troppu dannusa.                                      
Pani 'un cinn'era e tanti famigghi                      
'unn'arriniscìanu a sfamari li figghi.                   

Ma puru 'mmenzu a la disperazioni                   
nun ci mancava mai la devozioni                       
e addumannavanu a Santa Lucia                       
chi li sarvassi di la caristìa.                                
                                                                           
Un beddu jornu arrivà di luntanu                      
rintra lu portu siracusanu                                                      
'na navi carrica di furmentu                               
a liberalli ri 'ddu tormentu.                                
Pi li cristiani la gioia fu tanta                             
chi tutti griravanu "viva la Santa!"                    
                                                                           
Picchì fu grazii a la so 'ntercessioni                   
ch'avìa arrivatu 'dda binirizioni. 
Tutti accurrìanu a la marina,                              
ma era furmentu, 'unn'era farina                        
e cu un pitittu ch'un facìa abbintari                   
'un c'era tempu di iri a macinari.
                                                                             
Pi mettisi subitu 'n'sarvamentu                          
avìanu a cociri lu stessu furmentu                     
e pi la forma "a coccia" ch'avìa
accuminciaru a chiamalla "cuccìa".                    
                                                                           
La bona nova arrivà luntana                                     
e pi sta màrtiri siracusana                                   
fu accussì granni la venerazioni
chi fici nasciri 'na tradizioni.                              
                                                                           
Passà lu tempu di la caristìa                               
e arristà l'usanza, pi Santa Lucia,                       
di 'un fari pani, di 'un cociri pasta,                    
e di manciari la cuccìa e basta.                          
                                                                           
Ma lu sapemu, ci voli picca
e l'usanza di scarsa addiventa ricca.
A ognunu ci vinni la bedda pinzata
di priparalla chiù elaborata.                                      

Cu ci mittìa lu biancumanciari                           
e cu vinu cottu ci vosi 'mmiscari.                       
Cu ci vulìa lu meli ri ficu
e tanti atri cosi chi mancu ti ricu.                       
                                                                           
Ma je vulissi sapiri, a la fini,                              
di runni spuntaru li beddi arancini?                   
E m'addumànnu di quali manu
nasceru panelli e risattianu".

E amentri chi me nanna si sfirniciàva,
a mia lu stommacu mi murmuriava
e mi ricordu chi ci avissi rittu:
"nonnò, zittemuni ch'haiu pitittu!"



venerdì 8 dicembre 2017

Festa dell'Immacolata Concezione


PREGHIERA A "MARIA" di Giovanni Paolo II

 Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l'innocenza dei bambini,
la generosità e l'entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza,
il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze
di chi scopre l'amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell'apostolato
e nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa, fà di noi
altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te
e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa 
di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo.

Giovanni Paolo II 

Arcidiocesi di Palermo Parrocchia di Santa Caterina da Siena. 

Auguri di buona Festa dell'Immacolata a tutti.

venerdì 1 dicembre 2017

Vibrazione


Il peso fotografico


Reportage Sicilia Calascibetta (Enna)

Calascibetta è un comune di circa 4.500 abitanti in provincia di Enna, a quasi 880 m sul livello del mare, principalmente agricolo. Il nome deriva dall'arabo "Qalat-sciabat" che significa castello sulla vetta. I primi insediamenti risalgono al periodo preistorico, mentre per la nascita del centro storico, si deve agli arabi e normanni. La Necropoli di Realmese presenta oltre 300 tombe a grotticella che risalgono al periodo compreso tra il IX e VIII secolo a.c. con copertura a volte convesse e tipica delle tombe a forno. Altro importante insediamento è il vallone Canalotto con presenza di comunità cristiane durante il periodo bizantino. La città nasce nel 1602 con il Conte Ruggero d'Altavilla che edificò il castello e fortificò la cinta muraria, successivamente fu dimora di Pietro II d'Aragona, Re di Sicilia. Negli anni e nei secoli sono stati costruiti diversi palazzi nobiliare e chiese, come la chiesa di S. Antonio Abate nel 1400, la chiesa di Maria SS. del Carmelo del 1770, ad una navata unica dove sull'altare maggiore vi è un gruppo raffigurante l'Annunciazione del Gacini, ma quella più importante si trova nella parte più elevata della città e fu eretta da Pietro II d'Aragona nel 1340, la chiesa Madre di S. Pietro e S.Maria Maggiore dove è custodito un ricco patrimonio artistico ed architettonico.Nella parte bassa del paese si trova invece il Convento dei Cappuccini dell'Ordine dei Frati Minori Francescani costruito nel 1589 con opere lignee del 1600.










Seguendo il link si può visionare un album fotografico del reportage su Calascibetta.
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